"Saporitissimo" a Nocera Inferiore dal 30 maggio al 2 giugno

Appuntamento in piazza Diaz con prodotti tipici, artigianato e spettacoli di vario genere

Redazione Sarno 24 25/05/2024 0

Dal 30 maggio al 2 giugno, "Saporitissimo" approda a Nocera Inferiore. Dopo le tappe di Napoli e Sorrento, l'iniziativa coinvolge la città dell'Agro. In piazza Diaz, appuntamento con prodotti tipici, artigianato e spettacoli (di giocoleria/magia, di danza e musicali).

Il programma completo è sulla pagina social istituzionale del Comune di Nocera Inferiore.

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Annamaria Parlato 27/08/2025

Scafati, la zucca lunga di Bagni è il frutto che racconta l'estate
C’è un profumo antico che aleggia nei campi di Bagni, una frazione di Scafati che da secoli custodisce un tesoro agricolo unico: la zucca lunga di Bagni, conosciuta anche come lunga gialla di Napoli o, nel linguaggio popolare, cocozza zuccarina. La raccolta del 2025 è iniziata da poco e, insieme ai frutti allineati tra i filari, riaffiorano storie di contadini, di mercati affollati e di viaggi che da queste campagne conducevano dritto fino a Napoli, la grande città che per prima ne riconobbe il valore e che le diede un nome destinato a restare nella memoria popolare. Il suo regno naturale è l’Agro Nocerino-Sarnese, dove ancora oggi, da maggio fino a settembre, è possibile vederne la coltivazione a pieno campo, con le piante che si distendono generose sotto il sole estivo. La zucca lunga non è un ortaggio qualunque: è un segno di identità, un simbolo che appartiene alla terra e alla comunità. La sua forma slanciata, clavata, leggermente ricurva e rigonfia all’apice, ne fa un frutto inconfondibile, capace di raggiungere anche un metro di lunghezza. La buccia liscia e sottile, di un verde chiaro o scuro con tenui sfumature aranciate, custodisce una polpa compatta, arancio intenso, che al taglio sprigiona tutta la promessa del suo sapore dolce e muschiato. È un alimento versatile e generoso: leggero e poco calorico, ricco di vitamine e antiossidanti, in grado di trasformarsi in minestre contadine, in condimenti per la pasta, in ripieni e in dolci squisiti. Ogni fetta racconta un equilibrio perfetto tra gusto e salute, un dono della natura che si rinnova ogni estate. Le sue qualità nutrizionali, riconosciute anche a livello scientifico, la rendono una vera protagonista della dieta mediterranea, un ingrediente che riesce a coniugare sapore e benessere. Conservata in maniera adeguata, la zucca lunga di Bagni può arrivare fino ai mesi invernali, mantenendo intatta la sua bontà e arricchendo la cucina anche quando l’estate è ormai lontana. Non a caso il Ministero delle Politiche Agricole l’ha inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, riconoscendole un posto d’onore tra i tesori di nicchia del nostro Paese. La sua storia, come accade per i prodotti più autentici, nasce dalla semplicità e dall’ingegno dei contadini. Un tempo i campi non avevano abitazioni, ma solo baracche e pagliai dove gli uomini trascorrevano la giornata di lavoro. Proprio lì, a ridosso delle strutture, seminavano le zucche: i tralci si arrampicavano sulle coperture, i frutti maturavano protetti e freschi, pronti per essere consumati durante l’estate. Le zucche migliori venivano portate in tavola, quelle più piccole destinate agli animali. E, anno dopo anno, i contadini selezionavano i frutti più lunghi e pregiati, dando origine a una varietà unica che si è radicata esclusivamente in questo territorio. La sua fortuna superò presto i confini di Bagni: a Napoli la zucca lunga trovò un mercato vivace e affollato, dove veniva venduta e apprezzata al punto da essere chiamata “zucca lunga napoletana”. Un legame commerciale e culturale che segnò la sua diffusione e che ancora oggi la rende celebre oltre i confini locali. Ma la storia della zucca lunga di Bagni non si ferma al passato: da anni l’associazione “I Giovani della Tammorra di Bagni” lavora per proteggerne il nome e garantire al prodotto il riconoscimento che merita. Già nel 2006 organizzò un convegno con agronomi, esperti di alimentazione e autorità politiche, tutti concordi nell’affermarne il valore storico e nutrizionale. Oggi, con la registrazione del marchio presso la Camera di Commercio di Salerno e con l’iter avviato per ottenere la D.O.P. e la De.Co., la battaglia continua. L’obiettivo è chiaro: sancire il legame indissolubile tra la zucca e il suo territorio, tutelarne la tipicità, impedire che venga confusa o snaturata. Camminando tra i campi di Bagni, mentre le zucche si allungano e si gonfiano sotto il sole di fine estate, sembra quasi di udire un racconto antico, fatto di mani callose, di sudore, di viaggi verso la città, di mercati chiassosi e di ricette tramandate. La zucca lunga di Bagni non è solo un frutto, ma un ponte tra passato e futuro, tra memoria e innovazione, tra la saggezza contadina e la necessità di dare al territorio una nuova centralità economica e culturale. È ambasciatrice di un’identità che resiste al tempo, pronta a varcare i confini locali per portare ovunque non solo il suo inconfondibile sapore ma anche la storia e l’anima della sua terra.
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Annamaria Parlato 30/09/2025

Non solo pomodori, la bietola a Sarno è una coltura di tradizione
La bieta, nome comune della “bietola da coste”, è la beta vulgaris varietà Rapa forma Cicla, uno degli ortaggi da foglia più diffusi. È nativa dell'Europa meridionale, dove cresce spontanea nella regione del Mediterraneo. Ne esistono numerose varietà, dato che si coltiva in tutte le zone temperate del mondo. La pianta è molto simile a quella della barbabietola vera e propria, ma presenta foglie commestibili, molto ampie, a nervatura mediana grossa, carnosa e tenera, bianca o porporina: le cosiddette “coste”, che si consumano cotte e condite in svariati modi. Si raccolgono anche i giovani grumoli di foglie: le “erbucce” o “erbette”, che pure si impiegano in cucina. E’ ricca di vitamine, fibre, acido folico, sali minerali, carotene e acido ossalico. Un ruolo di rilievo lo ha l’Agro nocerino-sarnese, e in particolare il territorio di Sarno, dove la coltivazione della bieta è molto diffusa. Qui, accanto a pomodori e ortaggi, celebri in tutto il mondo, la bietola rappresenta una coltura di tradizione che arricchisce l’economia agricola locale. I suoli fertili di origine vulcanica e l’abbondanza d’acqua rendono queste terre particolarmente adatte alla crescita rigogliosa della pianta, che viene raccolta in più cicli durante l’anno. La bieta si presta nella preparazione di ricette prevalentemente salate, di cui la più classica è quella delle biete saltate in padella con aglio, olio e peperoncino, un valido contorno. Una maniera alternativa invece è quella di presentarle come ripieno di uno sformato di fusilli all’uovo, in una rivisitazione “in bianco” del tradizionale primo piatto a base di ragù, ideale nel periodo autunnale e con l'apprestarsi dei primi freddi. Si vuole suggerire al lettore infatti una ricetta di “pasticcio di fusilli sangiliani con biete, besciamella di patate, formaggi e prosciutto cotto arrosto”. Tra gli ingredienti per circa 6 persone occorrono: 500 gr. di fusilli all’uovo fatti in casa, 500 gr. di patate a pasta gialla, 1 bicchiere di latte intero, q.b. di sale, pepe e noce moscata, q.b. di burro, 250 gr. di formaggi misti grattugiati (parmigiano, grana e provolone del monaco), 200 gr. di prosciutto cotto arrosto, 400 gr. di biete già precedentemente sbollentate e ripassate in padella con poco olio, 100 gr. scamorza affumicata. Per assemblare lo sformato bisogna per prima cosa munirsi di una pirofila, che sarà il contenitore della pietanza. Poi si deve preparare una besciamella non molto densa, utilizzando le patate, il latte, il burro, il sale e la noce moscata, molto simile ad un purè. I fusilli all’uovo vanno cotti in acqua bollente e tenuti da parte. La pirofila va sporcata alla base di besciamella di patate, su di essa va adagiato un primo strato di fusilli, conditi con biete ripassate, mix di formaggi, scamorza affumicata, prosciutto e altra besciamella. Così si va avanti, alternando e creando diversi strati sino a copertura. A completare, sull’ultimo strato vi sarà una spolverata di formaggi, una noce di burro e del pepe macinato al momento. Tutto si fa cuocere poi in forno statico a 200 gradi per 15-20 minuti, sino a doratura desiderata.
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Redazione Sarno 24 10/04/2025

Nocera Inferiore, edizione 2025 di "Saporitissimo" dal 10 al 13 aprile
Da giovedì 10 a domenica 13 aprile, in piazza Diaz, a Nocera Inferiore, si svolgerà la II edizione di "Saporitissimo", l’appuntamento con stand, street food, prodotti tipici, artigianato, laboratori, intrattenimento per i più piccoli e tanta musica dal vivo. Il programma completo e gli aggiornamenti sono consultabili sulla pagina social di Saporitissimo.
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