Il potere dei social media nel determinare gusti, tendenze e perfino abitudini alimentari è sotto gli occhi di tutti. Non si tratta più soltanto di promozione: piattaforme come TikTok sono diventate veri e propri acceleratori di fenomeni commerciali, capaci di trasformare prodotti semplici in veri oggetti di culto. In questo scenario si inserisce perfettamente il caso di Roberto Verlezza, conosciuto come "il boss delle frittatine", originario di Sant’Egidio del Monte Albino.
Partito nel 2022 con un primo punto vendita ad Angri, Verlezza è riuscito in pochi anni a costruire un piccolo impero dello street food, espandendosi rapidamente tra Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni e Minori, con nuove aperture già all’orizzonte e consulenze in alcuni ristoranti e pizzerie sul territorio nazionale. Un risultato che non può essere letto solo in chiave gastronomica, ma soprattutto comunicativa. Il suo jingle "V'abbuffam ‘e crema" è diventato un marchio sonoro riconoscibile, un elemento virale che ha contribuito a fissare il brand nella mente dei consumatori. La sua strategia non passa dai canali tradizionali della critica gastronomica: niente food blogger come intermediari, ma un rapporto diretto con il pubblico, forse strizzando leggermente l'occhio ad alcuni influencer presenti nei suoi video.
Il prodotto di punta resta la frittatina alla carbonara, che si presenta alla vista con una crosta pastellata assieme ad ingredienti italiani e una scelta che ha fatto discutere: l’aggiunta di panna oltre che besciamella, solitamente utilizzata nel cubo di pasta fritta per amalgamare tutti gli ingredienti, rivendicata apertamente come elemento distintivo. Una posizione che rompe con l’ortodossia gastronomica, ma che, proprio per questo, alimenta il dibattito e aumenta la visibilità. L’aspetto più interessante, però, è il suo approccio al pubblico. Verlezza non si limita a vendere: costruisce una comunità. Il "Crema Tour" nelle scuole, le degustazioni offerte agli studenti, fino alla presenza all’Università di Salerno, raccontano una strategia precisa: intercettare le nuove generazioni, parlare il loro linguaggio e fidelizzarle. Non influencer patinati, ma ragazzi comuni che diventano ambasciatori spontanei del brand.
Parallelamente, la presenza capillare sul territorio rafforza il fenomeno. Dalle sagre di paese alle grandi feste popolari, come quella della Madonna delle Galline a Pagani, il suo stand Km0 è ormai una costante. Quest’anno a Pagani tra i toselli la proposta si è evoluta, con una creazione speciale come la frittatina con pastella al vino rosso, crema di carciofi arrostiti e salame: un esempio di come lo street food possa diventare terreno di sperimentazione. Il progetto Km0, inoltre, non si limita alle frittatine. L’offerta si amplia in una logica da food format contemporaneo: smash burger, crocchè farciti, arancini, corn dog, hot dog, fino a incursioni nel dolce, come nel punto vendita di Minori in collaborazione con una pasticceria locale. Un modello che richiama quello delle catene da centro commerciale, sempre più diffuse e vincenti nel panorama attuale.
Verlezza sostiene che le sue frittatine siano asciutte, leggere, "che non ungono", con una crema sempre garantita. Ma, al di là delle dichiarazioni, il vero punto resta un altro: il successo di questo format è il risultato di una narrazione efficace, di una presenza costante e di una capacità rara di parlare direttamente al pubblico oltre che di saper sviluppare collaborazioni di co-marketing. Il caso dimostra come oggi il valore percepito di un prodotto passi sempre più attraverso i social. Non basta essere buoni: bisogna essere riconoscibili, condivisibili, virali e soprattutto di "saper vendere la propria idea senza che lo facciano gli altri al posto tuo". E in questo, il "boss delle frittatine" sembra aver colto perfettamente il meccanismo. Il giudizio finale? In un contesto in cui il marketing pesa quanto - se non più - del prodotto stesso, l’unico vero metro resta l’esperienza diretta. Per capire se dietro la viralità ci sia sostanza, non resta che fare una cosa: assaggiare.