Fabbriche, turni e competenze: la nuova agenda delle risorse umane

Soltanto una quota contenuta dei datori di lavoro coglie pienamente le aspettative di flessibilità

Redazione Sarno 24 08/07/2026 0

Nelle imprese manifatturiere la gestione delle persone si misura sempre più spesso con questioni molto concrete come turni, equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro, procedure semplici, chiarezza delle comunicazioni e strumenti digitali accessibili. La fabbrica contemporanea conserva la propria dimensione operativa e, allo stesso tempo, chiede alle direzioni HR una capacità nuova di ascoltare bisogni differenti. C’è ancora chi lavora su una linea produttiva, chi coordina una squadra e chi organizza i processi, condividendo il desiderio di trovare regole leggibili e una maggiore qualità dell’esperienza professionale.

Una recente fotografia della manifattura italiana segnala un divario interessante. Soltanto una quota contenuta dei datori di lavoro coglie pienamente le aspettative di flessibilità espresse dai dipendenti, mentre la fidelizzazione delle persone occupa un posto crescente nell’agenda aziendale. Il tema riguarda anche l’età media degli addetti. Negli ultimi dieci anni, infatti, la presenza degli operatori over 50 è aumentata in modo marcato. Le imprese affrontano quindi una sfida doppia, da una parte valorizzare l’esperienza e dall’altra rendere attrattivi i reparti per le generazioni più giovani.

La digitalizzazione entra in questo scenario con un ruolo pratico. Registrare con facilità l’orario, leggere una busta paga, comunicare una variazione di turno, consultare un documento o ricevere un’informazione chiara sembrano attività ordinarie. Eppure incidono sulla fiducia. Gli strumenti digitali funzionano quando semplificano il lavoro quotidiano e rispettano le abitudini delle persone. Una piattaforma sofisticata crea valore soltanto se l’organizzazione accompagna l’adozione con formazione, ascolto e regole coerenti.

Per chi vuole lavorare nelle risorse umane, la manifattura diventa un osservatorio privilegiato. Servono competenze di organizzazione, diritto del lavoro, amministrazione, relazioni industriali, welfare, formazione e people analytics. Accanto a queste aree, cresce l’importanza della comunicazione interna. Il professionista HR deve parlare con la direzione, i responsabili di stabilimento e con chi lavora sui turni, traducendo obiettivi generali in soluzioni comprensibili.

I master in risorse umane di Sole 24 ORE Business School offrono una mappa articolata per costruire questo profilo. La sezione HR, lavoro e sviluppo manageriale raccoglie percorsi post laurea con stage, master executive e corsi dedicati a HR management, people strategy, digital HR, innovazione, amministrazione del personale, diritto del lavoro, diversity e inclusion.

La varietà dei programmi permette a un giovane laureato di avvicinarsi al settore e a un professionista di approfondire un’area specifica. Un percorso dedicato a Digital HR & Innovation risulta particolarmente coerente con i cambiamenti della fabbrica. La trasformazione digitale richiede una lettura organizzativa prima ancora che tecnologica: quali processi meritano semplificazione, quali dati aiutano a decidere, quali strumenti favoriscono la partecipazione, quali competenze servono ai manager di linea. L’HR diventa così una funzione capace di collegare produttività, qualità del lavoro e cultura aziendale.

La sfida riguarda anche il dialogo tra generazioni. I lavoratori esperti portano conoscenza dei processi e capacità di affrontare gli imprevisti; i più giovani chiedono strumenti semplici, feedback e prospettive di crescita. La direzione HR costruisce ponti tra queste aspettative, sostiene i responsabili di reparto e trasforma l’ascolto in politiche organizzative praticabili. Anche la qualità dei piccoli servizi interni contribuisce alla reputazione dell’impresa. La scelta di un percorso formativo richiede attenzione al proprio momento professionale. Contano obiettivi, disponibilità di tempo, livello di esperienza e competenze da sviluppare. Un programma efficace acquista valore quando offre strumenti applicabili, confronto con professionisti e una lettura realistica del mercato del lavoro.

Sole 24 ORE Business School porta in questo campo oltre trent’anni di esperienza nella formazione manageriale e un network di oltre 1.300 aziende partner. Il valore del percorso nasce dal confronto con docenti professionisti, casi e problemi vicini alla vita delle organizzazioni. Nel mercato del lavoro manifatturiero, chi sceglie le risorse umane trova un mestiere concreto e in evoluzione, cura i dettagli quotidiani e contribuisce alle scelte che definiscono il futuro dell’impresa.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Sarno 24 06/03/2025

Codici: "Investire in cripto, occhio a rischi e promesse di guadagni"
Un bene speculativo altamente rischioso. E' la definizione che l’ex Presidente della BCE, Mario Draghi, ha dato alle cripto-attività e che viene rilanciata, in una nota, dall’associazione Codici, sulla base delle continue segnalazioni ricevute da consumatori in difficoltà dopo gli investimenti effettuati. “Tra i casi che abbiamo trattato – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ce n’è uno che ha fatto scalpore per i risvolti incredibili. Ci riferiamo ad HyperVerse, società presentata in grande stile nel 2021, ma che con il suo progetto ha causato perdite pesantissime per investitori e risparmiatori. Ci siamo occupati della vicenda presentando una denuncia, abbiamo seguito le indagini e, purtroppo, la conclusione è amara. Una volta versati e trasformati in cripto, i soldi sono stati trasferiti su un conto anonimo irrintracciabile, così come gli autori di questo investimento”. Una vicenda che l’associazione Codici riprende come monito per i consumatori. “Le cripto-attività sono un investimento potenzialmente molto rischioso – avverte Giacomelli – e quindi è necessario fare molta attenzione. Non bisogna lasciarsi attirare dalla promessa di guadagni assicurati, facili da ottenere, a fronte di un versamento minimo. Magari inizialmente l’operazione può dare frutti insperati, ma è solo un’esca per spingere a versare ulteriori soldi, ad alimentare la macchina della truffa. È bene conoscere i limiti e le possibilità di questo genere di investimenti, oltre che il soggetto che li propone, e sapere come eventualmente uscirne nel caso in cui le cose dovessero complicarsi. Anche una ricerca sul web – conclude il Segretario Nazionale di Codici – può permettere di scoprire che la piattaforma dei miracoli in realtà è una trappola”. NOTA STAMPA ASS. CODICI
Leggi tutto

Redazione Sarno 24 15/10/2025

I suggerimenti di "Codici" per ridurre le bollette e rispettare l'ambiente
La prevenzione è il modo migliore per limitare i costi energetici. In vista del freddo, e mentre in alcune città d'Italia tornano in funzione i termosifoni, l’associazione "Codici" fornisce utili suggerimenti ai consumatori per evitare rincari e proteggere l’ambiente. Si parte dal termostato. Programmarlo per fasce orarie permette di ottenere un risparmio fino al 15%. Il termostato programmabile è uno degli strumenti più efficaci per il controllo dei consumi. Impostare temperature differenziate nelle varie fasce della giornata consente di riscaldare la casa solo quando realmente necessario. Durante le ore notturne, e quando l’abitazione è vuota, abbassare la temperatura di 2-3 gradi può generare un risparmio energetico. I moderni termostati smart permettono inoltre di gestire il riscaldamento da remoto tramite cellulare, adattando i consumi alle effettive esigenze quotidiane e riducendo gli sprechi. Un altro accorgimento riguarda il controllo degli elettrodomestici in stand-by. Significa tenere d’occhio il consumo invisibile. Molti, infatti, ignorano che gli apparecchi elettronici in modalità stand-by continuano a consumare energia, generando quello che viene definito “consumo fantasma”. Televisori, computer, caricabatterie, microonde e decoder possono arrivare a pesare fino al 10% sulla bolletta elettrica annuale. La soluzione è semplice: utilizzare prese multiple con interruttore per spegnere completamente i dispositivi quando non sono in uso, oppure staccare direttamente la spina. Un gesto quotidiano che, moltiplicato per 365 giorni, si traduce in un risparmio concreto e misurabile. Tornando al calore, c’è un modo per trattenerlo in casa: usare tappeti e tende pesanti. L’isolamento termico non passa solo attraverso interventi strutturali costosi. Piccoli accorgimenti nell’arredamento possono migliorare significativamente la capacità della casa di trattenere il calore. Tappeti, soprattutto su pavimenti in ceramica o pietra, riducono la dispersione termica verso il basso, mentre tende pesanti e doppie alle finestre creano una barriera isolante contro gli spifferi e il freddo esterno. Durante le ore notturne, chiudere le persiane e abbassare le tapparelle aggiunge un ulteriore strato protettivo, minimizzando le perdite di calore attraverso i vetri, che rappresentano uno dei punti più critici per la dispersione energetica. Infine, la pulizia. Mantenere puliti filtri e termosifoni è sinonimo di efficienza al massimo. La manutenzione ordinaria dell’impianto di riscaldamento è fondamentale per garantire prestazioni ottimali e contenere i consumi. Termosifoni pieni d’aria o filtri della caldaia intasati riducono drasticamente l’efficienza del sistema, costringendolo a lavorare di più per raggiungere la temperatura desiderata. Lo spurgo dei radiatori all’inizio della stagione e la pulizia regolare dei filtri sono operazioni semplici ma essenziali. Una caldaia ben mantenuta può consumare fino al 10% in meno rispetto a un impianto trascurato, con benefici evidenti sia in bolletta che in termini di durata dell’apparecchio.
Leggi tutto

Redazione Sarno 24 24/10/2025

Resa nella media e qualità eccellente nell'annata olivicola campana
L'apertura della campagna olivicola in Campania preannuncia l'eccellenza in termini di qualità, con la previsione di un calo della produzione rispetto agli anni scorsi, che si potrebbe attestare intorno al 20-30% sul territorio regionale. Le prime proiezioni arrivano da Confagricoltura Campania, rappresentata da Fabrizio Marzano. La siccità ha colpito le piante a macchia di leopardo, in alcune zone si preannunciano rese basse, quindi con capacità di produzione di olio ridotte rispetto agli anni precedenti. In alcuni areali la drupe non si è dimensionata come al solito e l’oliva si presenta ridotta nelle dimensioni, tale per cui il peso risulta inferiore. In termini generali, la resa si presenta nella media, con una produzione di 14 litri al quintale. E' scongiurata la presenza della mosca olearia, che sembra avere garantito qualità eccellenti dal punto di vista organolettiche e nutraceutiche, confermando lo standard elevato della produzione campana. L'apertura della campagna di raccolta delle olive riscontra lievi criticità, che pure si preparano ad essere sollevate ai tavoli istituzionali dalla federazione regionale, accanto alla politica di valorizzazione di uno dei prodotti di punta dell'agroalimentare campano attraverso il consorzio IGP Olio Campania.
Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...