Nel salernitano la truffa della videochiamata col finto Carabiniere

Alle vittime viene segnalato un mancato pagamento, poi la messinscena dell'indagine in atto

Redazione Sarno 24 14/02/2026 0

Nel corso delle attività investigative in ambito provinciale - fanno sapere i Carabinieri di Salerno - sono stati riscontrati episodi di truffa ai danni di privati cittadini attraverso l’utilizzo di messaggistica e chiamate telefoniche, nonché mail. La vittima viene inizialmente contattata con un finto sms, mediante il quale il truffatore segnala un mancato pagamento e invita il malcapitato a contattare la banca, fornendo un numero di telefono falso, a cui risponde un complice.

Quest’ultimo, attraverso l’applicazione Whastapp, mediante videochiamata, mette la vittima in contatto con un finto appartenente alle forze dell’ordine che, al fine di rendere lo scenario maggiormente credibile, mostra come immagine del profilo l’emblema istituzionale dell’Arma. Nel corso della videochiamata, il finto Carabiniere comunica alla vittima che vi sono delle indagini in atto; contemporaneamente, il malcapitato riceve una mail dal falso indirizzo di posta elettronica segnalazionicarabinieri@denuncecarabinieri.it, corredata di riferimenti di un fantomatico reparto incaricato alle indagini e arrecante una falsa firma "Arma dei Carabinieri".

Tutto questo scenario è finalizzato a indurre il cittadino a movimentare i propri risparmi su un conto corrente fornito dai malfattori. L’Arma dei Carabinieri, nel ricordare che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede denaro o movimentazioni bancarie, invita la cittadinanza alla massima attenzione e a contattare sempre, in caso di dubbi o situazioni sospette, il numero di emergenza 112.

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Redazione Sarno 24 14/01/2025

I lavori del metanodotto SNAM "Nocera-Cava" svelano tesoro di reperti
Nel novembre 2024 si sono conclusi i lavori di potenziamento del metanodotto Snam "Diramazione Nocera-Cava de' Tirreni", condotti nei comuni di Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Roccapiemonte e Castel San Giorgio. Le indagini archeologiche, durate circa due anni, sono state eseguite sul campo da Sogearch Srls, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza di Salerno e Avellino. Le ricerche, svolte in un contesto di proficua sinergia tra Snam, Soprintendenza, Comis Srl e CEM Srl, hanno rivelato un patrimonio archeologico di eccezionale valore, che va dall’età del Bronzo alla tarda antichità, dimostrando che è possibile coniugare lo sviluppo di infrastrutture moderne con la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico. Tra le scoperte più significative, spiccano le impronte di origine antropica e faunistica rinvenute nei pressi del torrente Casarzano. Impresse nei depositi piroclastici delle eruzioni del Somma-Vesuvio, queste tracce, risalenti all’età del Bronzo, offrono una testimonianza toccante della drammatica fuga degli abitanti di fronte alla furia del vulcano. Uomini, donne e bambini, a piedi nudi o con semplici calzari, hanno lasciato per sempre la loro impronta nel terreno, come un'istantanea scolpita nel tempo. L'area ha continuato ad essere abitata anche nei secoli successivi. Tra la fine dell'età del Bronzo e gli inizi dell'età del Ferro (1200/1150-900 a.C. circa), un villaggio con capanne di forma absidata si estendeva su questo territorio. I resti delle fondazioni in terra cruda, insieme a numerosi frammenti di ceramica, testimoniano la presenza di una comunità organizzata. Un santuario extraurbano, databile preliminarmente tra il III-II sec. a.C., localizzato in prossimità di Nuceria Alfaterna, lungo un'importante arteria viaria, è stato portato parzialmente in luce. L'area sacra, definita da un perimetro rettangolare, era costituita da muri in opera a secco. Tra i numerosi reperti spiccano manufatti ceramici miniaturistici, probabilmente offerti come ex voto; lo studio di questi oggetti potrà fornire preziose informazioni sulle pratiche cultuali e sulle divinità venerate nel santuario. Il periodo romano ha lasciato numerose tracce, a conferma dell'intensa attività agricola che caratterizzava la città di Nuceria. Sono stati rinvenuti i resti di due complessi monumentali, verosimilmente ville rustiche, dedicate alla produzione agricola. La presenza di solchi di aratro, individuati in diversi punti dell'area, testimonia la coltivazione intensiva dei campi. Le ricerche hanno inoltre permesso di ricostruire la rete viaria che collegava Nuceria al territorio circostante. Le oltre 40 strade indagate, alcune realizzate in terra battuta, altre più strutturate e spesso segnate dai solchi dei carri, rivelano un mondo di connessioni che hanno plasmato la vita della città nel corso dei secoli. Al periodo del passaggio tra l’età romana e la tarda antichità risale un gruppo di sepolture realizzate in fosse rivestite e coperte con lastroni di tufo, alcuni dei quali decorati con incisioni, appartenenti prevalentemente a bambini accompagnati da corredi essenziali. Un altro gruppo di tombe occupa gli spazi di una delle ville rustiche romane, a dimostrazione di come gli antichi edifici venissero riutilizzati con nuove funzioni. In quest'area si osserva una coesistenza di riti cristiani e pagani, come testimonia un monumentale sepolcro con sarcofago, probabilmente appartenuto a un personaggio di alto rango. Ai suoi piedi, una piccola struttura interrata potrebbe essere un Martyrium, un luogo di culto dedicato ai martiri. La frequentazione del territorio prosegue nella tarda antichità, periodo al quale risalgono le "longhouse", grandi capanne che, per forma e tecnica costruttiva, ricordano le abitazioni protostoriche. Questo ritorno a modelli abitativi del passato, probabilmente dovuto a cambiamenti socio-economici, testimonia la capacità di adattamento delle comunità umane di fronte alle trasformazioni. Gli scavi archeologici condotti nell'area di Nocera hanno restituito un quadro ricco e complesso della storia di questo territorio. I risultati di queste straordinarie scoperte saranno presto presentati al pubblico attraverso una mostra e una pubblicazione scientifica.
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Redazione Sarno 24 29/01/2026

Rifiuti speciali da province campane in aree agricole, operazione del NOE
Dalle prime ore del mattino è in corso una vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, mirata a contrastare un'organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali, provenienti da varie province campane ed abbandonati in aree agricole. Circa 70 i Carabinieri del Reparto Speciale e dei Comandi Provinciali di Napoli, Salerno e Caserta impegnati nell’esecuzione di 12 provvedimenti cautelari personali. Gli indagati - spiega la Procura in una nota - avevano reiteratamente smaltito scarti del trattamento di rifiuti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di RSU, provenienti da impianti del napoletano e del casertano, avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire l'ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti previste dalla legge. L'abbandono dei rifiuti, in alcuni casi, è avvenuto anche presso siti di particolare pregio naturalistico. Sequestrati complessivamente 530mila euro, profitto dei reati di traffico organizzato ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
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Redazione Sarno 24 31/07/2026

Al via la gara per il fiume Sarno, piano da 407 mln per la sicurezza idraulica
È stata pubblicata la gara a procedura aperta telematica - fa sapere la Regione Campania - per la conclusione dell’Accordo Quadro quadriennale dedicato al "Programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del bacino del fiume Sarno". Il piano di interventi mobilita un investimento complessivo pari a 406.990.761,29 euro, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Coesione Italia 21-27 Campania. La procedura di gara, suddivisa in 7 Lotti prestazionali e territoriali, sarà aggiudicata con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Entro il 2032, il programma garantirà l’incremento di oltre 5 milioni di metri cubi della capacità di invaso e laminazione delle piene grazie al potenziamento delle vasche. Contestualmente, le opere assicureranno una portata idraulica di 120 mc/s alla foce, mettendo in sicurezza i centri abitati. Le opere pianificate interesseranno capillarmente l'intero bacino idrografico, suddiviso in 3 macroaree: 1) L'area che comprende i comuni di San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Sant'Antonio Abate, Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Pagani vedrà il ripristino della funzionalità idraulica del Rio Sguazzatorio e del Canale Marna. Sono previsti interventi di pulizia dell'alveo, ricostruzione delle fasce demaniali e la sistemazione idraulica del fiume Sarno (I e II stralcio), unitamente all'adeguamento del tratto dalla foce alla traversa di Scafati e fino alla confluenza dell'Alveo Comune Nocerino. Il lotto include, inoltre, l'ampliamento della Vasca Cicalesi (I Fase), l'adeguamento del Canale Bottaro e le operazioni di dragaggio e gestione dei sedimenti; 2) Nei territori di Sarno, Nocera Superiore, Nocera Inferiore e Cava de' Tirreni si procederà all'adeguamento strutturale del Torrente Cavaiola e alla realizzazione o rifunzionalizzazione delle vasche di laminazione (Vasca Pozzello e San Bartolomeo a Montoro, Vasca ASI e Settefichi a Fisciano, Vasche Lavinaio 1 e 2 ed eccidio Vasca Pandola a Mercato San Severino), integrando la valorizzazione delle terre da scavo; 3) Coinvolgendo i comuni di Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino, Boscoreale, Boscotrecase, Striano, Pompei, Scafati e Torre Annunziata, la misura porterà alla realizzazione delle vasche di laminazione vesuviane (I stralcio) e alla manutenzione straordinaria delle vasche pedemontane Pianillo e Fornillo, oltre alla rifunzionalizzazione del Canale Conte Sarno e dei collettori fognari. L'esecuzione di tutte le prestazioni dovrà rispettare il principio DNSH (Do No Significant Harm, interventi che non arrechino nessun danno significativo all'ambiente) e soddisfare le verifiche di resilienza climatica (Climate Proofing). In un'ottica di economia circolare, le terre da scavo e i materiali provenienti dai dragaggi saranno conferiti a impianti dedicati per la disidratazione e il trattamento. Il cronoprogramma fissa la scadenza per la presentazione delle offerte al 25 settembre 2026, con l'aggiudicazione prevista entro novembre 2026. La sottoscrizione dell’Accordo Quadro, con un unico operatore economico per ciascun lotto, è prevista entro dicembre 2026 e i contratti attuativi a partire dalla stessa data.
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