In merito alle recenti dichiarazioni sull'aggiornamento delle tariffe Gori del servizio idrico integrato per il biennio 26-27, il sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano, ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti, affinché i cittadini possano conoscere le ragioni del provvedimento, le modalità con cui sono state definite le nuove tariffe e le ricadute economiche previste per le famiglie.
"L'aggiornamento tariffario, approvato dall'Ente Idrico Campano nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto della regolazione nazionale definita da ARERA, nasce dall'esigenza di garantire la sostenibilità economica del servizio idrico integrato e, soprattutto, l’incremento degli investimenti per il nostro comune. Ciò vuol dire: garantire la continuità del servizio, la sostituzione delle reti idriche ammalorate, una maggiore efficienza degli impianti e la riduzione delle criticità infrastrutturali.
A tal proposito, è importante ricordare che il servizio idrico integrato non comprende soltanto la distribuzione dell'acqua, ma anche la gestione delle reti fognarie, il trattamento delle acque reflue, il funzionamento degli impianti e la manutenzione delle strutture. E proprio Roccapiemonte rappresenta un esempio concreto dell'incidenza di tali costi: per il 2024, è stato registrato un impatto energetico annuo degli impianti idrici e fognari del territorio comunale pari a circa 1,48 milioni di kWh. Costi impossibile da sostenere dalla nostra amministrazione.
Questo dato ci deve far capire quanto la gestione quotidiana delle infrastrutture richieda risorse economiche, organizzative ed energetiche significative, non sostenibili dall’amministrazione comunale. E la disponibilità di finanziamenti pubblici, compresi quelli provenienti dal PNRR, rappresenta un'importante opportunità per la realizzazione delle opere, ma non elimina i costi necessari alla gestione quotidiana, alla manutenzione e al funzionamento delle infrastrutture. Secondo le elaborazioni contenute nella scheda di aggiornamento tariffario 2027 previsto dall’EIC, per un nucleo familiare di tre componenti, con un consumo medio annuo di 121 metri cubi, l'incremento stimato è pari a circa 2,42 euro al mese, equivalenti a circa 8 centesimi al giorno".