Un progetto che rischia di limitarsi alla dimensione dell’arredo urbano, tralasciando gli interventi strutturali necessari per garantire la vivibilità, la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici. È la riflessione sollevata da Fratelli d’Italia Sarno in merito al nuovo piano per il Distretto Urbano del Commercio, un intervento da oltre 227mila euro volto a sostenere le attività produttive e a rendere più attrattivo il centro cittadino.
Sebbene la finalità di rilanciare l'economia e il commercio di prossimità sia pienamente condivisa, il partito esprime riserve sulla scelta di superare la precedente impostazione, la quale prevedeva risorse destinate a marciapiedi, abbattimento delle barriere architettoniche, efficientamento dell'illuminazione a led e videosorveglianza nelle aree commerciali.
"A Sarno c’è una cosa che non possiamo più permetterci: confondere il rilancio della città con un semplice intervento di arredo urbano", dichiara Enrico Sirica, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. "Il precedente progetto prevedeva una componente importante di riqualificazione strutturale, nel nuovo questa parte viene completamente superata. Restano invece risorse per arredi, verde, illuminazione decorativa, installazioni artistiche, eventi, comunicazione e strumenti digitali. Sono interventi che possono certamente contribuire a rendere più gradevole il centro, ma Sarno ha bisogno di qualcosa in più. Ha bisogno di strade sicure, marciapiedi percorribili, illuminazione pubblica efficiente, videosorveglianza, accessibilità, manutenzione e una visione complessiva di rigenerazione urbana".
Secondo l'analisi del partito, il commercio locale può rinascere soltanto attraverso una rigenerazione diffusa che non dimentichi le aree periferiche, i quartieri storici e le risorse ambientali del territorio, rispondendo alle segnalazioni quotidianamente avanzate dai cittadini. "Basta ascoltare i residenti per capirlo", prosegue Sirica. "C’è chi segnala che Piazza Marconi è al buio, chi chiede maggiore sicurezza, chi domanda una rete di piste ciclabili e chi richiama l’attenzione sulle condizioni delle strade del centro storico. Le osservazioni su Via Mariano Abignente e sul Borgo San Matteo raccontano una Sarno che non può essere considerata soltanto attraverso le sue arterie commerciali principali.
Il centro storico deve tornare a vivere, i suoi palazzi devono essere valorizzati e il commercio deve poter rinascere insieme alla qualità urbana. Lo stesso vale per Foce, per il lungofiume e per le aree che rappresentano una straordinaria opportunità turistica, ambientale e commerciale. Un negozio può riaprire se torna la gente, e la gente torna dove trova una città bella, sicura, accessibile e viva".