Successo oltre ogni aspettativa per la Festa del Fusillo di Sant'Egidio

Il paese di Sant'Egidio si è trasformato in un crocevia di profumi, colori e sapori

Annamaria Parlato 07/09/2024 0

Lo scorso fine settimana (29-30-31-1) si è tenuta la tanto attesa Festa del Fusillo di Sant'Egidio del Monte Albino, un evento ideato dal micro-pastificio "Come Tradizione" che ha superato di gran lunga le aspettative e ha lasciato un segno indelebile nei cuori di tutti i partecipanti. Organizzata nel suggestivo borgo di Sant'Egidio, la manifestazione ha celebrato non solo il fusillo sangiliano De.Co., simbolo della tradizione culinaria locale, ma anche l’importanza del cibo come elemento di unione e convivialità.

L'afflusso è stato costante, con famiglie, gruppi di amici e visitatori giunti anche dalle città limitrofe. L’atmosfera era vivace e gioiosa, il paese si è trasformato in un crocevia di profumi, colori e sapori, che hanno esaltato la cultura gastronomica del posto. Quattro serate in altrettanti ristoranti locali (Sce Sce, Al Quadrato, Borchiotto, 'O Ciardin) con i rispettivi menù degustazione in cui il fusillo è stato esaltato sia in cucina (fusillo con corbarino e scaglie di provolone del monaco, fusillo con pomodorino giallo, guanciale croccante e scaglie di ricotta salata, fusillo con salsiccia e funghi porcini, fusillo cacio e pepe con arance di Sant'Egidio), sia attraverso i laboratori didattici per apprendere l'antica arte, dedicati a grandi e piccoli tenuti da Carolina Campitelli e sua madre, titolari del pastificio.

La tradizione del fusillo sangiliano potrebbe derivare dall’influenza del Cilento, da storie legate ai ricci di un cavaliere, o essere un omaggio alla Madonna delle Grazie. Sicuramente, però, questa usanza di fare la pasta in casa, tramandata di generazione in generazione, è una parte viva della cultura autoctona. La Festa si è rivelata molto più di una semplice celebrazione gastronomica: un'occasione di incontro, di riscoperta delle tradizioni e di valorizzazione del territorio.

Il successo di questa edizione lascia presagire un futuro ancora più brillante per un evento che, ormai, è diventato un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della buona cucina e delle tradizioni gastronomiche. Non resta che aspettare la prossima edizione, con la certezza che sarà all'altezza, se non superiore, del successo di quest'anno!

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Annamaria Parlato 24/07/2026

Sarno incontra Ravello: Ruggiero e il gioco di squadra a "Villa La Rondinaia"
Ci sono luoghi che sembrano destinati a custodire la bellezza. Luoghi in cui il tempo rallenta, il mare si fonde con il cielo e ogni pietra racconta una storia. "Villa La Rondinaia" è uno di questi. Arroccata sul promontorio di Ravello, sospesa tra la roccia e il Mediterraneo, continua a essere uno dei luoghi più iconici della Costiera Amalfitana, capace di trasformare una cena in un'esperienza che coinvolge tutti i sensi. Sabato 18 luglio, la storica dimora, oggi gestita dai fratelli Di Natale, ha ospitato una nuova edizione di "Notti Sublimi", il format ideato da NEXST Restaurant che ha riunito alcuni tra i migliori interpreti dell'alta cucina campana in un percorso costruito come un racconto, dove ogni piatto è diventato una pagina da leggere con il gusto. Prima ancora che arrivassero le portate, era stata la villa stessa a conquistare gli ospiti. La Rondinaia affonda le proprie radici negli anni Venti del Novecento. Fu voluta da Lucylle Beckett, figlia di Lord Ernest William Beckett, il visionario proprietario di Villa Cimbrone, che desiderava una dimora capace di dialogare con il paesaggio senza alterarne l'armonia. Per costruirla fu necessario compiere una vera impresa ingegneristica. I muratori lavorarono per mesi sospesi nel vuoto, assicurati soltanto da corde e impalcature ancorate alla roccia, scavando la montagna e modellando la pietra direttamente sullo strapiombo. Ancora oggi gli anziani di Ravello raccontano di quei manovali che, appesi alla falesia come alpinisti, scolpivano il costone roccioso sfidando il mare e la gravità. Da quell'impresa nacque una villa che sembra letteralmente aggrappata alla montagna, proprio come un nido di rondine. Nel corso del Novecento, La Rondinaia è diventata uno dei luoghi simbolo della vita culturale della Costiera. Dopo la stagione della famiglia Beckett, il capitolo più celebre della sua storia iniziò nel 1972 con l'arrivo dello scrittore americano Gore Vidal, che la trasformò nel proprio rifugio creativo. Tra queste terrazze affacciate sul mare nacquero romanzi, saggi e sceneggiature, mentre la villa si trasformava in un salotto internazionale frequentato da artisti, scrittori, registi, musicisti e protagonisti della politica mondiale. Tennessee Williams, Andy Warhol, Rudolf Nureyev, Sting, Franco Zeffirelli, Leonard Bernstein, Paul Newman, Susan Sarandon e molti altri varcarono questo cancello, attratti da quel luogo dove cultura, libertà e bellezza convivevano senza formalismi. Oggi, quella stessa atmosfera continua a vivere, reinterpretata attraverso un'ospitalità contemporanea che ha saputo conservare intatto il fascino della dimora. Ed è proprio in questo scenario che il tramonto ha dato inizio a "Notti Sublimi". La luce dorata del sole che lentamente scompariva dietro l'orizzonte illuminava il solarium della celebre Piscina sull'Immenso, mentre le note di un pianoforte accompagnavano gli ospiti verso un aperitivo elegante e rilassato. Il bar manager e mixologist Marcello Costanzo ha aperto la serata con due cocktail studiati come il prologo e l'epilogo di un viaggio. Per lei Sunset, una raffinata composizione con sherbet ai frutti di bosco, una lacrima di Gin Palimpsest, Aperol, St-Germain, acqua ai fiori di rosa e top di Floè Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, prodotto a Palomonte dall’imprenditore vitivinicolo Giancarlo Marena, un sorso delicatamente floreale che sembrava riflettere i colori del cielo. Per lui Fire di colore rosso fuoco, più deciso e aromatico, con Campari infuso ai frutti di bosco, Gin Palimpsest, soda homemade all'ibisco bianco e rosso, lemongrass, foglia di finger lime e top di Floè Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, dove le note agrumate e balsamiche hanno stuzzicato il palato alle portate successive. Il raffinato food pairing è stato curato dallo chef resident Enrico Ruggiero: montanarine alla Nerano, soffici bun con spuma al tartufo, ostriche con mela verde, nigiri di tonno marinato alla soia e nodini di fiordilatte intrecciati al momento dal mastro casaro del Caseificio Aurora. Il viaggio gastronomico si è aperto con la firma di Vincenzo Russo, executive chef del Bluh Furore del Furore Grand Hotel (1 stella Michelin), autore del Festival di pomodoro e totani. Un piatto che raccontava il Mediterraneo nella sua forma più autentica. Il pomodoro si esprimeva attraverso consistenze differenti, passando dalla dolcezza alla leggera acidità, mentre i totani conservavano una consistenza tenera e carnosa, restituendo tutta la salinità del mare. Un equilibrio costruito sulla semplicità apparente di ingredienti che diventavano straordinari grazie alla tecnica. In abbinamento il Flora Sauvignon Alto Adige DOC 2022, capace di accompagnare il piatto con profumi vegetali d'ortica e fiori di sambuco e una vibrante freschezza. Con il primo piatto è entrato in scena Claudio Lanuto, executive chef del ristorante Dei Cappuccini dell'Anantara Convento Grand Hotel Amalfi, proponendo un raffinato risotto al pesto di basilico napoletano, emulsione di pizzaiola, latte di bufala e gamberi rossi. Il riso, perfettamente mantecato, risultava cremoso e avvolgente. Il basilico liberava tutta la sua intensità aromatica, mentre la pizzaiola donava una piacevole nota mediterranea. Il latte di bufala regalava morbidezza e i gamberi rossi esplodevano in una dolcezza marina, che rendeva ogni boccone sorprendente. Il Griffe Chardonnay Friuli DOC 2023 accompagnava la degustazione con eleganza, sostenendo il piatto senza mai sovrastarlo. Il cuore della serata portava naturalmente la firma del resident chef di NEXST Restaurant, Enrico Ruggiero, originario di Sarno, che ha scelto di raccontare il mare con un raffinato rombo chiodato con salsa al sedano rapa, zafferano e caviale Oscietra. La carne del rombo era soda ma delicatissima, cotta con assoluta precisione. La salsa al sedano rapa offriva una consistenza vellutata, che avvolgeva il pesce senza coprirne il sapore, mentre lo zafferano regalava profondità aromatica, un viaggio verso esotiche terre d’Oriente senza lasciare la postazione a tavola. Le perle di caviale Oscietra esplodevano al palato con la loro elegante sapidità, aggiungendo un raffinato contrasto di consistenze. Il tutto trovava il proprio equilibrio nello Stilema Fiano di Avellino DOCG Riserva 2020 di Mastroberardino, vino di straordinaria eleganza e mineralità. Prima del finale, il sorbetto al bergamotto e arancia amara ha riportato al centro gli agrumi della Costiera, pulendo il palato con una freschezza intensa e una piacevole vena amaricante. Poi è arrivato uno dei momenti più emozionanti dell'intera serata. Il pastry chef Nicola Pansa ha realizzato interamente al momento la sua celebre Delizia al Limone. Ogni dolce è stato completato davanti agli ospiti, dalla bagna del pan di Spagna fino alla nappatura finale con la crema al limone. Un gesto di alta pasticceria che ha permesso di gustare il dessert nella sua massima espressione: il pan di Spagna incredibilmente soffice assorbiva perfettamente la bagna, mentre la crema, setosa e profumata, avvolgeva il dolce con una leggerezza quasi impalpabile. Un'esecuzione impeccabile, che ha confermato ancora una volta la pasticceria Pansa come in assoluto il miglior punto di riferimento della grande tradizione dolciaria della Costiera Amalfitana. A suggellare il finale è stato Obsession, il cocktail conclusivo firmato ancora da Marcello Costanzo: Gin Palimpsest, Campari infuso ai chicchi di caffè affumicati, liquore alla ciliegia dell'Etna ed essenze orientali. Un drink profondo, elegante e persistente, capace di accompagnare il ricordo dell'intera esperienza. L'intero percorso gastronomico è stato valorizzato dagli abbinamenti selezionati da Vinoper Distribuzione e studiati dal maitre e sommelier Danilo De Maria, che ha costruito una degustazione armoniosa nella quale ogni vino ha dialogato con i piatti senza mai imporsi, esaltandone aromi, consistenze e identità. Per Enrico Ruggiero, chef resident di NEXST Restaurant, è stata un'edizione dal significato particolare. "Un onore ospitare a Villa La Rondinaia chef e professionisti di questo calibro. Riunire qui Vincenzo Russo, Claudio Lanuto, Nicola Pansa e tutte le eccellenze coinvolte significa valorizzare non solo il nostro territorio, ma anche il grande patrimonio umano della ristorazione campana. Il gioco di squadra premia sempre: quando ognuno mette il proprio talento al servizio di un progetto comune, il risultato è qualcosa che nessuno potrebbe raggiungere da solo. È questo lo spirito di Notti Sublimi". Lo chef sarnese ha poi concluso: "La cucina è certamente protagonista, ma il vero valore di questa esperienza nasce dall'incontro tra il luogo, il paesaggio, le persone e il lavoro di squadra. Villa La Rondinaia possiede un'anima straordinaria, cucinare qui significa assumersi la responsabilità di rispettarne la storia e trasformarla, per una sera, in emozione". Forse è proprio questo il segreto di Notti Sublimi. Non limitarsi a servire grandi piatti, ma costruire un ricordo. In una villa che continua a custodire il fascino delle sue origini, dove un tempo gli operai edili sfidavano il vuoto per darle forma, e dove Gore Vidal immaginava il mondo osservando il Mediterraneo, l'alta cucina è diventata ancora una volta il linguaggio con cui raccontare la bellezza della Costiera Amalfitana.
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Redazione Sarno 24 04/06/2026

San Marzano, "Delizie al Borgo" propone mercatini medievali e piatti eccellenti
Il centro storico di San Marzano sul Sarno accoglie "Delizie al Borgo", una manifestazione dedicata alla valorizzazione delle tradizioni, della cultura e delle eccellenze del territorio. Per due serate, il 6 e 7 giugno 2026, Via Oberdan e Via Manzini si trasformeranno in un suggestivo borgo medievale con mercatini tematici, antichi mestieri, giochi e intrattenimento per grandi e piccini. Protagonista dell'evento sarà anche l'enogastronomia locale, con la degustazione di piatti antichi rivisitati e del celebre Pomodoro San Marzano.
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Annamaria Parlato 11/05/2026

Tecnica, design, contaminazioni d'autore: la pizza di NastiEat a Nocera Inferiore
Dopo otto anni dalla sua apertura, NastiEat continua a rappresentare una delle realtà più dinamiche e identitarie del panorama pizza campano contemporaneo. NastiEat supera il concetto tradizionale di pizzeria, trasformandosi in uno spazio di ricerca gastronomica dove tecnica, territorio e creatività si intrecciano in una proposta capace di unire l’anima popolare della pizza a suggestioni e contaminazioni proprie della cucina d’autore. La serata del 6 maggio 2026, andata in scena tra i tavoli gremiti del locale di Nocera Inferiore, dinanzi alla stampa di settore, ne è stata la conferma più evidente: un percorso degustativo costruito insieme allo chef Enrico Ruggiero, firma del ristorante NEXST di Villa La Rondinaia a Ravello, che ha trasformato la pizza in una raffinata esperienza narrativa. Dietro il progetto NastiEat c’è la visione di Christian Nasti, pizzaiolo giovane ma già fortemente riconoscibile per stile e personalità. Dal 2018, Christian porta avanti un’idea precisa di pizza: contemporanea, tecnica, leggera, ma profondamente ancorata ai sapori del territorio dell’Agro Nocerino. Un percorso costruito anche grazie all’intuizione imprenditoriale del padre Michele, storico operatore del settore food e gestore di attività tra bar e pub con sua moglie Maria, che ha progettato personalmente gli ambienti di quella che oggi molti clienti definiscono “l’atelier della pizza”. L’impatto visivo del locale racconta immediatamente questa filosofia. NastiEat è infatti anche un birrificio artigianale e proprio l’impianto produttivo della birra, ben visibile all’interno della sala, diventa parte integrante dell’esperienza estetica. Acciaio, tubature, fermentatori e dettagli industriali dialogano con legno, luci soffuse e superfici contemporanee, creando un affascinante equilibrio dal gusto postindustriale. Nel corso del tempo, il pizzaiolo nocerino ha affinato una filosofia di impasto che punta su maturazioni lunghe, grande digeribilità e una ricerca costante sull’equilibrio tra struttura e leggerezza. Le sue pizze conservano un’anima artigianale evidente: cornicioni mai eccessivi, alveolature regolari, fragranza esterna e scioglievolezza interna. L’impasto, soprattutto nelle versioni fritte e nei padellini, dimostra una gestione tecnica di assoluto livello, capace di sostenere topping importanti senza perdere eleganza. "Negli anni abbiamo capito che la pizza può diventare un mezzo straordinario per raccontare il territorio e la stagionalità - racconta Christian Nasti - per questo stiamo puntando sempre di più sulle collaborazioni con gli chef: ci permettono di uscire dagli schemi classici, studiare nuovi topping e offrire ai clienti esperienze diverse senza mai perdere l’identità dell’impasto e della pizza napoletana". Per Nasti, il confronto con il mondo dell’alta cucina rappresenta anche una naturale evoluzione professionale: "La pizza oggi non è più soltanto comfort food. Il pubblico è curioso, vuole essere sorpreso con tecnica, equilibrio e ricerca sugli ingredienti. Noi lavoriamo ogni giorno per mantenere quell’anima artigianale che ci contraddistingue da otto anni, ma con uno sguardo sempre contemporaneo". La cena-evento del 6 maggio ha evidenziato proprio questa capacità di dialogo tra tecnica pizzaiola e cucina d’autore. La frittatina di pasta alla Nerano ha aperto il percorso con una comfort experience solo apparentemente semplice: lo spaghettone di Gragnano, le zucchine e il provolone del monaco creavano una trama cremosa e intensa, alleggerita dalla precisione della frittura e accompagnata dalla freschezza minerale della Falanghina del Sannio ORO DOP VSQ Brut . Ma è sulle pizze che il lavoro a quattro mani tra Christian Nasti ed Enrico Ruggiero ha espresso il meglio. La “Verde Partenopea”, montanara fritta e poi passata al forno, è stata probabilmente il manifesto della serata: un gioco calibratissimo tra la componente vegetale della scarola riccia, la sapidità delle alici Armatore, la cremosità della stracciata e l’affondo iodato della mayo al nero di seppia. Una pizza stratificata, contemporanea, ma leggibile, fragrante, dove ogni ingrediente trovava il proprio spazio senza sovrastare l’impasto. Di forte impatto anche la “Margherita Speciale” a ruota di carro, esercizio di apparente classicità che metteva invece in luce tutta la maturità tecnica raggiunta da Nasti: disco ampio, sottile, elastico, con una cottura uniforme e un equilibrio perfetto tra pomodoro, latticino affumicato, pepe e componente panificata. La pizza in pala “Essenza di Parmigiana” ha invece raccontato il lato più gastronomico della collaborazione. Qui la parmigiana di melanzane veniva destrutturata e ricomposta attraverso consistenze differenti: crema, spuma, melanzana in paglia super croccante, pomodorini semi dry e basilico. Il risultato era una pizza quasi “da degustazione”, dove l’impasto in pala, fragrante e arioso, diventava supporto ideale per una costruzione dal respiro fine dining. “Terra Nobile” ha infine chiuso il segmento salato con un carattere più deciso e territoriale: provola affumicata, peperoncini verdi all’aglio orsino, lardo della Macelleria del Centro Storico di San Marzano sul Sarno e pepe lungo dialogavano con le note balsamiche dell’aceto riserva e con la dolcezza vegetale del fiore di zucca essiccato. Un vero capolavoro godibile anche nei mesi estivi. In abbinamento alle ultime tre pizze Ottouve di Salvatore Martusciello Gragnano Penisola Sorrentina DOP. Sulla stessa linea anche lo chef Enrico Ruggiero, che ha sottolineato il valore creativo dell’incontro tra cucina e arte bianca: "Lavorare con Christian è stato stimolante perché abbiamo cercato di costruire pizze che non fossero semplicemente elaborate, ma armoniche. L’obiettivo era trasferire sulla pizza alcune sensibilità dell’alta ristorazione, rispettando però la centralità dell’impasto e la sua leggerezza. La pizza è un supporto straordinario perché permette di giocare su consistenze, temperature e contrasti in modo molto diverso rispetto a un piatto tradizionale. In questa serata abbiamo cercato di creare un percorso che raccontasse la Campania attraverso ingredienti riconoscibili, ma interpretati con maggiore profondità gastronomica". Anche il dessert ha confermato la coerenza dell’intero percorso: il padellino dolce con impasto all’olio extravergine d’oliva, micro fiocchi di sale, ganache al cioccolato fondente e arancia, accompagnato dal liquore al fico del Cilento, ha chiuso la degustazione con eleganza e meraviglia. Quella andata in scena da NastiEat ha rappresentato la fotografia nitida di una nuova idea di pizzeria contemporanea: un luogo dove impasti, cucina, design, territorio e creatività riescono a convivere in modo naturale senza perdere autenticità. Christian Nasti continua così a consolidare il proprio percorso con una visione sempre più matura, capace di trasformare la pizza in esperienza gastronomica completa, senza mai dimenticare la componente conviviale e popolare che la rende universale.
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