Sarno incontra Ravello: Ruggiero e il gioco di squadra a "Villa La Rondinaia"

"Notti Sublimi" ha celebrato la collaborazione tra alcuni protagonisti della ristorazione costiera

Annamaria Parlato 24/07/2026 0

Ci sono luoghi che sembrano destinati a custodire la bellezza. Luoghi in cui il tempo rallenta, il mare si fonde con il cielo e ogni pietra racconta una storia. "Villa La Rondinaia" è uno di questi. Arroccata sul promontorio di Ravello, sospesa tra la roccia e il Mediterraneo, continua a essere uno dei luoghi più iconici della Costiera Amalfitana, capace di trasformare una cena in un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Sabato 18 luglio, la storica dimora, oggi gestita dai fratelli Di Natale, ha ospitato una nuova edizione di "Notti Sublimi", il format ideato da NEXST Restaurant che ha riunito alcuni tra i migliori interpreti dell'alta cucina campana in un percorso costruito come un racconto, dove ogni piatto è diventato una pagina da leggere con il gusto. Prima ancora che arrivassero le portate, era stata la villa stessa a conquistare gli ospiti.

La Rondinaia affonda le proprie radici negli anni Venti del Novecento. Fu voluta da Lucylle Beckett, figlia di Lord Ernest William Beckett, il visionario proprietario di Villa Cimbrone, che desiderava una dimora capace di dialogare con il paesaggio senza alterarne l'armonia. Per costruirla fu necessario compiere una vera impresa ingegneristica. I muratori lavorarono per mesi sospesi nel vuoto, assicurati soltanto da corde e impalcature ancorate alla roccia, scavando la montagna e modellando la pietra direttamente sullo strapiombo. Ancora oggi gli anziani di Ravello raccontano di quei manovali che, appesi alla falesia come alpinisti, scolpivano il costone roccioso sfidando il mare e la gravità. Da quell'impresa nacque una villa che sembra letteralmente aggrappata alla montagna, proprio come un nido di rondine.

Nel corso del Novecento, La Rondinaia è diventata uno dei luoghi simbolo della vita culturale della Costiera. Dopo la stagione della famiglia Beckett, il capitolo più celebre della sua storia iniziò nel 1972 con l'arrivo dello scrittore americano Gore Vidal, che la trasformò nel proprio rifugio creativo. Tra queste terrazze affacciate sul mare nacquero romanzi, saggi e sceneggiature, mentre la villa si trasformava in un salotto internazionale frequentato da artisti, scrittori, registi, musicisti e protagonisti della politica mondiale. Tennessee Williams, Andy Warhol, Rudolf Nureyev, Sting, Franco Zeffirelli, Leonard Bernstein, Paul Newman, Susan Sarandon e molti altri varcarono questo cancello, attratti da quel luogo dove cultura, libertà e bellezza convivevano senza formalismi.

Oggi, quella stessa atmosfera continua a vivere, reinterpretata attraverso un'ospitalità contemporanea che ha saputo conservare intatto il fascino della dimora. Ed è proprio in questo scenario che il tramonto ha dato inizio a "Notti Sublimi". La luce dorata del sole che lentamente scompariva dietro l'orizzonte illuminava il solarium della celebre Piscina sull'Immenso, mentre le note di un pianoforte accompagnavano gli ospiti verso un aperitivo elegante e rilassato. Il bar manager e mixologist Marcello Costanzo ha aperto la serata con due cocktail studiati come il prologo e l'epilogo di un viaggio.

Per lei Sunset, una raffinata composizione con sherbet ai frutti di bosco, una lacrima di Gin Palimpsest, Aperol, St-Germain, acqua ai fiori di rosa e top di Floè Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, prodotto a Palomonte dall’imprenditore vitivinicolo Giancarlo Marena, un sorso delicatamente floreale che sembrava riflettere i colori del cielo. Per lui Fire di colore rosso fuoco, più deciso e aromatico, con Campari infuso ai frutti di bosco, Gin Palimpsest, soda homemade all'ibisco bianco e rosso, lemongrass, foglia di finger lime e top di Floè Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, dove le note agrumate e balsamiche hanno stuzzicato il palato alle portate successive.

Il raffinato food pairing è stato curato dallo chef resident Enrico Ruggiero: montanarine alla Nerano, soffici bun con spuma al tartufo, ostriche con mela verde, nigiri di tonno marinato alla soia e nodini di fiordilatte intrecciati al momento dal mastro casaro del Caseificio Aurora. Il viaggio gastronomico si è aperto con la firma di Vincenzo Russo, executive chef del Bluh Furore del Furore Grand Hotel (1 stella Michelin), autore del Festival di pomodoro e totani. Un piatto che raccontava il Mediterraneo nella sua forma più autentica. Il pomodoro si esprimeva attraverso consistenze differenti, passando dalla dolcezza alla leggera acidità, mentre i totani conservavano una consistenza tenera e carnosa, restituendo tutta la salinità del mare. Un equilibrio costruito sulla semplicità apparente di ingredienti che diventavano straordinari grazie alla tecnica. In abbinamento il Flora Sauvignon Alto Adige DOC 2022, capace di accompagnare il piatto con profumi vegetali d'ortica e fiori di sambuco e una vibrante freschezza.

Con il primo piatto è entrato in scena Claudio Lanuto, executive chef del ristorante Dei Cappuccini dell'Anantara Convento Grand Hotel Amalfi, proponendo un raffinato risotto al pesto di basilico napoletano, emulsione di pizzaiola, latte di bufala e gamberi rossi. Il riso, perfettamente mantecato, risultava cremoso e avvolgente. Il basilico liberava tutta la sua intensità aromatica, mentre la pizzaiola donava una piacevole nota mediterranea. Il latte di bufala regalava morbidezza e i gamberi rossi esplodevano in una dolcezza marina, che rendeva ogni boccone sorprendente. Il Griffe Chardonnay Friuli DOC 2023 accompagnava la degustazione con eleganza, sostenendo il piatto senza mai sovrastarlo.

Il cuore della serata portava naturalmente la firma del resident chef di NEXST Restaurant, Enrico Ruggiero, originario di Sarno, che ha scelto di raccontare il mare con un raffinato rombo chiodato con salsa al sedano rapa, zafferano e caviale Oscietra. La carne del rombo era soda ma delicatissima, cotta con assoluta precisione. La salsa al sedano rapa offriva una consistenza vellutata, che avvolgeva il pesce senza coprirne il sapore, mentre lo zafferano regalava profondità aromatica, un viaggio verso esotiche terre d’Oriente senza lasciare la postazione a tavola. Le perle di caviale Oscietra esplodevano al palato con la loro elegante sapidità, aggiungendo un raffinato contrasto di consistenze. Il tutto trovava il proprio equilibrio nello Stilema Fiano di Avellino DOCG Riserva 2020 di Mastroberardino, vino di straordinaria eleganza e mineralità. Prima del finale, il sorbetto al bergamotto e arancia amara ha riportato al centro gli agrumi della Costiera, pulendo il palato con una freschezza intensa e una piacevole vena amaricante.

Poi è arrivato uno dei momenti più emozionanti dell'intera serata. Il pastry chef Nicola Pansa ha realizzato interamente al momento la sua celebre Delizia al Limone. Ogni dolce è stato completato davanti agli ospiti, dalla bagna del pan di Spagna fino alla nappatura finale con la crema al limone. Un gesto di alta pasticceria che ha permesso di gustare il dessert nella sua massima espressione: il pan di Spagna incredibilmente soffice assorbiva perfettamente la bagna, mentre la crema, setosa e profumata, avvolgeva il dolce con una leggerezza quasi impalpabile. Un'esecuzione impeccabile, che ha confermato ancora una volta la pasticceria Pansa come in assoluto il miglior punto di riferimento della grande tradizione dolciaria della Costiera Amalfitana.

A suggellare il finale è stato Obsession, il cocktail conclusivo firmato ancora da Marcello Costanzo: Gin Palimpsest, Campari infuso ai chicchi di caffè affumicati, liquore alla ciliegia dell'Etna ed essenze orientali. Un drink profondo, elegante e persistente, capace di accompagnare il ricordo dell'intera esperienza. L'intero percorso gastronomico è stato valorizzato dagli abbinamenti selezionati da Vinoper Distribuzione e studiati dal maitre e sommelier Danilo De Maria, che ha costruito una degustazione armoniosa nella quale ogni vino ha dialogato con i piatti senza mai imporsi, esaltandone aromi, consistenze e identità.

Per Enrico Ruggiero, chef resident di NEXST Restaurant, è stata un'edizione dal significato particolare. "Un onore ospitare a Villa La Rondinaia chef e professionisti di questo calibro. Riunire qui Vincenzo Russo, Claudio Lanuto, Nicola Pansa e tutte le eccellenze coinvolte significa valorizzare non solo il nostro territorio, ma anche il grande patrimonio umano della ristorazione campana. Il gioco di squadra premia sempre: quando ognuno mette il proprio talento al servizio di un progetto comune, il risultato è qualcosa che nessuno potrebbe raggiungere da solo. È questo lo spirito di Notti Sublimi".

Lo chef sarnese ha poi concluso: "La cucina è certamente protagonista, ma il vero valore di questa esperienza nasce dall'incontro tra il luogo, il paesaggio, le persone e il lavoro di squadra. Villa La Rondinaia possiede un'anima straordinaria, cucinare qui significa assumersi la responsabilità di rispettarne la storia e trasformarla, per una sera, in emozione". Forse è proprio questo il segreto di Notti Sublimi. Non limitarsi a servire grandi piatti, ma costruire un ricordo. In una villa che continua a custodire il fascino delle sue origini, dove un tempo gli operai edili sfidavano il vuoto per darle forma, e dove Gore Vidal immaginava il mondo osservando il Mediterraneo, l'alta cucina è diventata ancora una volta il linguaggio con cui raccontare la bellezza della Costiera Amalfitana.

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