Ferrante: "Via ad interventi di ripristino della linea Salerno-Cava-Nocera"

E' interrotta dal mese di gennaio a causa di una frana al confine fra Salerno e Vietri

Tullio Ferrante

Redazione Sarno 24 07/08/2024 0

Dopo mesi di stallo, sono iniziati gli interventi di ripristino della linea ferroviaria Salerno-Nocera via Cava de' Tirreni, interrotta dal mese di gennaio a causa di una frana al confine fra Salerno e Vietri. Lo annuncia Tullio Ferrante, Sottosegretario di Stato al MIT.

"Un’ottima notizia per i tanti pendolari - spiega Ferrante - che da tempo aspettavano l’avvio dei lavori e per tutti i viaggiatori. L’obiettivo è completare entro 100 giorni i lavori di contenimento e messa in sicurezza, così da consentire al più presto la riattivazione di un’infrastruttura tanto importante per tutta l’area".

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Maxi giro di spaccio di cocaina, arresti anche nell'Agro: affari per 8 milioni
In data odierna, a Torre Annunziata (NA), Boscoreale (NA), Castellammare di Stabia (NA), Lettere (NA), Sant'Antonio Abate (NA), Trecase (NA), Angri (SA), Agropoli (SA), Capaccio Paestum (SA), Battipaglia (SA), Scafati (SA) e Catania, nonché presso le Case Circondariali di Parma, Vibo Valentia, Sulmona, Benevento e Viterbo, i Carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, nei confronti di 51 soggetti (15 destinatari della custodia in carcere, 17 posti ai domiciliari e 19 sottoposti all'obbligo di presentazione alla P.G.), gravemente indiziati di detenzione illecita e spaccio di cocaina. Gli indagati, avvalendosi di corrieri della droga provenienti da Napoli e Roma, avrebbero posto in essere un giro di affari di circa 8 milioni di euro, con oltre 500.000 euro in contanti sequestrati dagli inquirenti nel corso delle indagini. Le investigazioni, condotte attraverso una poderosa attività di intercettazione telefonica e ambientale, che si è protratta per diversi mesi, hanno consentito di documentare e ricostruire le dinamiche relative alla gestione dell'attività di spaccio in ben 15 piazze di diverse città, in provincia di Napoli e di Salerno, nonché di recuperare e sequestrare complessivamente 19 kg di cocaina. Alcuni indagati si servivano delle abitazioni di soggetti incensurati e anziani per occultare ingenti quantitativi di stupefacenti, mentre altri sfruttavano la presenza di neonati per eludere eventuali controlli. L'approvvigionamento delle varie piazze di spaccio avveniva mediante il ricorso a fidati corrieri che, a tal fine, utilizzavano autovetture dotate di scomparti segreti in cui lo stupefacente veniva abilmente occultato. Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno operato 7 arresti in flagranza di reato, individuando anche soggetti in possesso di armi detenute illegalmente.
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A Castellammare e Pompei "zone rosse" vietate a soggetti con precedenti
"L’istituzione delle zone rosse anche in provincia di Napoli - scrive Tullio Ferrante, sottosegretario di Stato al MIT - rappresenta la giusta risposta dello Stato per arginare con efficacia e vigore i fenomeni di illegalità: grazie a questo strumento, anche nei Comuni di Castellammare di Stabia, Pompei, Pozzuoli e San Giorgio a Cremano ci saranno aree vietate a soggetti pericolosi con precedenti penali, che dovranno quindi essere allontanati. Una misura di prevenzione e contrasto delle condotte criminali in aree particolarmente sensibili, che consentirà di garantire la sicurezza urbana e la piena fruibilità degli spazi pubblici. Ringrazio il ministro Piantedosi, il prefetto Di Bari e tutte le istituzioni coinvolte in questa fondamentale iniziativa di legalità per i nostri territori". "L'istituzione della 'zona rossa' nell'area della villa comunale di Castellammare, nelle vie e nelle piazze adiacenti, rappresenta - afferma il sindaco Vicinanza - una risposta concreta alla richiesta di maggiore sicurezza nei nostri territori".
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Campania fra regioni con più morti sul lavoro, i dati dell'Osservatorio Vega
Stando ai dati dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, più della metà del Paese si trova in zona rossa e arancione. Alla fine di maggio, infatti, sono 277 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 109 quelli in itinere. In Lombardia, Veneto, Campania, Sicilia, Puglia e Piemonte si conta il maggior numero di vittime totali. Costruzioni, Attività Manifatturiere, Trasporti e Magazzinaggio e Commercio i settori più colpiti. In calo il numero complessivo delle denunce di infortunio (mortali e non): -1,4% rispetto a maggio 2024. "Da gennaio a maggio sono ancora tante, troppe, le vittime sul lavoro. Rispetto ai primi cinque mesi del 2024 sono aumentate del 4,6% e si contano già 386 decessi, 17 in più dello scorso anno. Otto regioni sono in zona rossa e altre 3 in zona arancione, le due fasce critiche in cui raccogliamo le regioni con tassi d’incidenza infortunistica superiori alla media nazionale". Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, riassume così le istantanee più significative dell’ultima indagine elaborata dal proprio team di esperti. A finire in zona rossa a maggio 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 11,6 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori), sono Basilicata, Umbria, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Abruzzo, Sicilia, Puglia e Campania. In zona arancione Veneto, Calabria e Liguria. In zona gialla Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Molise e Lombardia. In zona bianca Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna e Marche. Sono 386 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 277 in occasione di lavoro (9 in meno rispetto a maggio 2024) e 109 in itinere (26 in più rispetto a maggio 2024). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (42). Seguono Veneto (30), Campania (25), Sicilia (23), Piemonte e Puglia (20), Toscana (19), Lazio ed Emilia-Romagna (17), Trentino-Alto Adige (10), Abruzzo, Umbria e Liguria (8), Basilicata e Calabria (7), Friuli-Venezia Giulia (6), Marche e Sardegna (4), Molise e Valle d’Aosta (1). IL REPORT COMPLETO
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