"Facendo seguito all'incontro del 20 ottobre, tenutosi presso la Casa Comunale con le rappresentanti dei genitori, si forniscono i chiarimenti definitivi inerenti al servizio di Refezione Scolastica. Nel corso del confronto è emersa la prioritaria necessità di tutelare la salute e la sicurezza dei minori. Si confermano pertanto le disposizioni vigenti, la cui ratio (nota Prot. 0044417/2026) si fonda su tre principi fondamentali: sicurezza igienico-sanitaria, obblighi contrattuali e solidarietà sociale.
Il divieto di asporto del cibo - compresi alimenti apparentemente integri, come pane e frutta - discende dalla necessità inderogabile di mantenere un rigoroso controllo sull'intera filiera alimentare, in stretta ottemperanza ai protocolli HACCP. Finchè il cibo permane nel refettorio, la sua salubrità è direttamente tracciata e garantita dalla G.L.M. Ristorazione, unico soggetto professionalmente formato e autorizzato alla manipolazione del cibo. Tuttavia, autorizzarne l'asporto determinerebbe l'uscita inesorabile degli alimenti dalla filiera di controllo dell'azienda appaltatrice. Tale interruzione impedisce all'Ente e alla ditta di monitorare le successive modalità di conservazione, precludendo ogni possibilità di garantirne la sicurezza igienico-sanitaria per il consumo differito.
Assume un'importanza fondamentale, invece, la corretta gestione degli alimenti integri e non distribuiti: tali alimenti vengono regolarmente recuperati dalla G.L.M. Ristorazione e consegnati, in condizioni di totale sicurezza e tracciabilità, agli enti del Terzo Settore territoriale (Circolo ANSPI, Croce Rossa Italiana e Caritas Diocesana) per la successiva redistribuzione agli indigenti. Pur comprendendo che la quota versata dalle famiglie copra l'intero pasto, si ribadisce che il servizio di refezione è destinato esclusivamente al consumo in loco e nei tempi previsti per la somministrazione, conservando una profonda valenza educativa e di socializzazione in piena continuità con l'attività didattica".
E' quanto scrive in una nota il Comune di Sarno.