Grande riconoscimento per la Cucina Italiana: è Patrimonio UNESCO

La gioia del Ministro Lollobrigida: "Una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici"

Redazione Sarno 24 10/12/2025 0

Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commenta il riconoscimento dell'Unesco alla Cucina Italiana Patrimonio dell'Umanità. "Oggi l'Italia ha vinto - afferma Lollobrigida - ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale".

Questo riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione. È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell'Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento.

Questo riconoscimento è motivo di orgoglio, ma anche di consapevolezza dell'ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere. Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l'Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell'Umanità".

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Redazione Sarno 24 30/09/2026

Fioccano le offerte sull'energia, l'invito di Codici: "Verificate le promozioni"
L’associazione Codici invita alla cautela e mette in guardia i consumatori sulla corsa all’offerta migliore, e la caccia ai nuovi clienti, da parte delle compagnie. Mentre il costo dell’energia continua a salire, fioccano le promozioni. "La gravità della situazione - afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici - è sotto gli occhi di tutti; siamo partiti dal price cap per i carburanti e ora è la volta delle bollette. Invitiamo tutti, compagnie, istituzioni ed autorità, ad un comportamento attento e responsabile. Bisogna essere chiari, trasparenti e corretti in un momento così delicato. Al tempo stesso invitiamo i consumatori a verificare le promozioni, senza lasciarsi influenzare da spot e da offerte a tempo che possono indurre a scelte affrettate che si rivelano poi tutt’altro che vantaggiose. Con una corsa all’offerta acchiappa clienti, che è facile immaginare sarà sempre più serrata, è fondamentale che i consumatori analizzino con attenzione i prezzi, la durata degli sconti, i termini e le condizioni delle promozioni, confrontandole tra operatore e operatore. In questo senso il Portale Offerte di Arera è un alleato prezioso". Uno scontro di numeri e offerte che, come detto, prende le mosse da un quadro generale preoccupante. La conferma è arrivata dall’ultimo report di Arera: nel quarto trimestre del 2026, la bolletta elettrica del "cliente tipo" vulnerabile, servito in Maggior Tutela, aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. L’Autorità ha precisato che l’aggiornamento riguarda i circa 3 milioni di clienti vulnerabili che si trovano ancora in questo regime. "Questi dati mostrano - osserva Giacomelli - quanto i conflitti in corso e l’instabilità internazionale si riflettano direttamente sui bilanci delle famiglie, a partire da quelle più fragili, che sono proprio i destinatari di questa tutela. Un aumento del 37,3% in un solo trimestre è un colpo pesante per chi ha già poco margine. Servono strumenti che proteggano i clienti vulnerabili dalla volatilità dei prezzi e la massima trasparenza su come si formano i costi. Continueremo a monitorare l’andamento delle bollette e a sostenere i consumatori nella verifica delle proprie condizioni contrattuali e dei bonus a cui hanno diritto".
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Redazione Sarno 24 15/10/2025

I suggerimenti di "Codici" per ridurre le bollette e rispettare l'ambiente
La prevenzione è il modo migliore per limitare i costi energetici. In vista del freddo, e mentre in alcune città d'Italia tornano in funzione i termosifoni, l’associazione "Codici" fornisce utili suggerimenti ai consumatori per evitare rincari e proteggere l’ambiente. Si parte dal termostato. Programmarlo per fasce orarie permette di ottenere un risparmio fino al 15%. Il termostato programmabile è uno degli strumenti più efficaci per il controllo dei consumi. Impostare temperature differenziate nelle varie fasce della giornata consente di riscaldare la casa solo quando realmente necessario. Durante le ore notturne, e quando l’abitazione è vuota, abbassare la temperatura di 2-3 gradi può generare un risparmio energetico. I moderni termostati smart permettono inoltre di gestire il riscaldamento da remoto tramite cellulare, adattando i consumi alle effettive esigenze quotidiane e riducendo gli sprechi. Un altro accorgimento riguarda il controllo degli elettrodomestici in stand-by. Significa tenere d’occhio il consumo invisibile. Molti, infatti, ignorano che gli apparecchi elettronici in modalità stand-by continuano a consumare energia, generando quello che viene definito “consumo fantasma”. Televisori, computer, caricabatterie, microonde e decoder possono arrivare a pesare fino al 10% sulla bolletta elettrica annuale. La soluzione è semplice: utilizzare prese multiple con interruttore per spegnere completamente i dispositivi quando non sono in uso, oppure staccare direttamente la spina. Un gesto quotidiano che, moltiplicato per 365 giorni, si traduce in un risparmio concreto e misurabile. Tornando al calore, c’è un modo per trattenerlo in casa: usare tappeti e tende pesanti. L’isolamento termico non passa solo attraverso interventi strutturali costosi. Piccoli accorgimenti nell’arredamento possono migliorare significativamente la capacità della casa di trattenere il calore. Tappeti, soprattutto su pavimenti in ceramica o pietra, riducono la dispersione termica verso il basso, mentre tende pesanti e doppie alle finestre creano una barriera isolante contro gli spifferi e il freddo esterno. Durante le ore notturne, chiudere le persiane e abbassare le tapparelle aggiunge un ulteriore strato protettivo, minimizzando le perdite di calore attraverso i vetri, che rappresentano uno dei punti più critici per la dispersione energetica. Infine, la pulizia. Mantenere puliti filtri e termosifoni è sinonimo di efficienza al massimo. La manutenzione ordinaria dell’impianto di riscaldamento è fondamentale per garantire prestazioni ottimali e contenere i consumi. Termosifoni pieni d’aria o filtri della caldaia intasati riducono drasticamente l’efficienza del sistema, costringendolo a lavorare di più per raggiungere la temperatura desiderata. Lo spurgo dei radiatori all’inizio della stagione e la pulizia regolare dei filtri sono operazioni semplici ma essenziali. Una caldaia ben mantenuta può consumare fino al 10% in meno rispetto a un impianto trascurato, con benefici evidenti sia in bolletta che in termini di durata dell’apparecchio.
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Redazione Sarno 24 08/07/2026

Fabbriche, turni e competenze: la nuova agenda delle risorse umane
Nelle imprese manifatturiere la gestione delle persone si misura sempre più spesso con questioni molto concrete come turni, equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro, procedure semplici, chiarezza delle comunicazioni e strumenti digitali accessibili. La fabbrica contemporanea conserva la propria dimensione operativa e, allo stesso tempo, chiede alle direzioni HR una capacità nuova di ascoltare bisogni differenti. C’è ancora chi lavora su una linea produttiva, chi coordina una squadra e chi organizza i processi, condividendo il desiderio di trovare regole leggibili e una maggiore qualità dell’esperienza professionale. Una recente fotografia della manifattura italiana segnala un divario interessante. Soltanto una quota contenuta dei datori di lavoro coglie pienamente le aspettative di flessibilità espresse dai dipendenti, mentre la fidelizzazione delle persone occupa un posto crescente nell’agenda aziendale. Il tema riguarda anche l’età media degli addetti. Negli ultimi dieci anni, infatti, la presenza degli operatori over 50 è aumentata in modo marcato. Le imprese affrontano quindi una sfida doppia, da una parte valorizzare l’esperienza e dall’altra rendere attrattivi i reparti per le generazioni più giovani. La digitalizzazione entra in questo scenario con un ruolo pratico. Registrare con facilità l’orario, leggere una busta paga, comunicare una variazione di turno, consultare un documento o ricevere un’informazione chiara sembrano attività ordinarie. Eppure incidono sulla fiducia. Gli strumenti digitali funzionano quando semplificano il lavoro quotidiano e rispettano le abitudini delle persone. Una piattaforma sofisticata crea valore soltanto se l’organizzazione accompagna l’adozione con formazione, ascolto e regole coerenti. Per chi vuole lavorare nelle risorse umane, la manifattura diventa un osservatorio privilegiato. Servono competenze di organizzazione, diritto del lavoro, amministrazione, relazioni industriali, welfare, formazione e people analytics. Accanto a queste aree, cresce l’importanza della comunicazione interna. Il professionista HR deve parlare con la direzione, i responsabili di stabilimento e con chi lavora sui turni, traducendo obiettivi generali in soluzioni comprensibili. I master in risorse umane di Sole 24 ORE Business School offrono una mappa articolata per costruire questo profilo. La sezione HR, lavoro e sviluppo manageriale raccoglie percorsi post laurea con stage, master executive e corsi dedicati a HR management, people strategy, digital HR, innovazione, amministrazione del personale, diritto del lavoro, diversity e inclusion. La varietà dei programmi permette a un giovane laureato di avvicinarsi al settore e a un professionista di approfondire un’area specifica. Un percorso dedicato a Digital HR & Innovation risulta particolarmente coerente con i cambiamenti della fabbrica. La trasformazione digitale richiede una lettura organizzativa prima ancora che tecnologica: quali processi meritano semplificazione, quali dati aiutano a decidere, quali strumenti favoriscono la partecipazione, quali competenze servono ai manager di linea. L’HR diventa così una funzione capace di collegare produttività, qualità del lavoro e cultura aziendale. La sfida riguarda anche il dialogo tra generazioni. I lavoratori esperti portano conoscenza dei processi e capacità di affrontare gli imprevisti; i più giovani chiedono strumenti semplici, feedback e prospettive di crescita. La direzione HR costruisce ponti tra queste aspettative, sostiene i responsabili di reparto e trasforma l’ascolto in politiche organizzative praticabili. Anche la qualità dei piccoli servizi interni contribuisce alla reputazione dell’impresa. La scelta di un percorso formativo richiede attenzione al proprio momento professionale. Contano obiettivi, disponibilità di tempo, livello di esperienza e competenze da sviluppare. Un programma efficace acquista valore quando offre strumenti applicabili, confronto con professionisti e una lettura realistica del mercato del lavoro. Sole 24 ORE Business School porta in questo campo oltre trent’anni di esperienza nella formazione manageriale e un network di oltre 1.300 aziende partner. Il valore del percorso nasce dal confronto con docenti professionisti, casi e problemi vicini alla vita delle organizzazioni. Nel mercato del lavoro manifatturiero, chi sceglie le risorse umane trova un mestiere concreto e in evoluzione, cura i dettagli quotidiani e contribuisce alle scelte che definiscono il futuro dell’impresa.
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