Una serata in cui la pizza ha smesso di essere soltanto un piacere gastronomico per diventare un gesto concreto di solidarietà. È questo lo spirito di "Se lievita è vero amore", il progetto benefico ideato da Carbot Communication che ha fatto tappa, martedì 10 marzo, alla pizzeria "La Pizza di Polichetti", subito dopo quella salernitana da Giagiù, trasformando il locale del pizza-chef Antonio Polichetti e della sua famiglia in un piccolo laboratorio di gusto e generosità. L’iniziativa sostiene la Fondazione Serena Onlus per il Centro Clinico NeMO, realtà impegnata nella ricerca e nell’assistenza alle persone affette da malattie neuromuscolari, con sedi presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, il Policlinico Gemelli di Roma e l’Ospedale Niguarda di Milano.
Per l’occasione è stato proposto un menu degustazione speciale dal costo di 35 euro, con l’intero incasso devoluto alla causa. La serata ha confermato ancora una volta come "La Pizza di Polichetti" sia ormai un locale affermato (tre spicchi Gambero Rosso) ma anche una vera e propria wunderkammer gastronomica, un luogo dove convivono ricerca sugli impasti, sperimentazione e memoria della tradizione, ma anche cultura dell’accoglienza e sensibilità verso iniziative sociali. "La pizza è condivisione, altruismo, legame. Con 'Se lievita è vero amore' vogliamo dare un significato ancora più profondo al nostro lavoro quotidiano. Se un impasto ha bisogno di tempo e cura per crescere, anche l’amore e la solidarietà hanno bisogno di gesti concreti per diventare qualcosa di grande", ha spiegato Antonio Polichetti durante la serata.
Il percorso di degustazione è stato pensato come un viaggio tra diverse interpretazioni dell’arte bianca. Si è partiti con una focaccia al burro ed erbe con ristretto di pomodoro San Marzano, fragrante e aromatica, dove il burro avvolgente e le note erbacee si incontravano con l’intensità concentrata del pomodoro, quasi a preparare il palato alla sequenza successiva. È poi arrivata la Margherita lavorata, pizza tonda con pomodoro San Marzano "Terre Lavorate", mozzarella di bufala, olio extravergine d’oliva pugliese e parmigiano reggiano 30 mesi: un classico reinterpretato con grande equilibrio. Il morso restituiva subito la dolcezza del pomodoro, seguita dalla cremosità lattica della bufala, dalla profondità sapida del parmigiano stagionato e dalle note vegetali, fruttate, leggermente piccanti dell’olio, mentre l’impasto, leggero e ben alveolato, faceva da tela perfetta.
Tra i momenti più sorprendenti della serata la pizza in pala "Bosco Bianco", con bufala marinata al limone e basilico, porcini arrosto, salsa BBQ ai porcini affumicati e prosciutto di picanha. Qui la sensazione era quella di attraversare un paesaggio boschivo: i porcini arrosto sprigionavano profumi intensi e terrosi, la BBQ ai porcini affumicati aggiungeva una nota calda e leggermente fumé, mentre la bufala marinata al limone portava una freschezza agrumata capace di alleggerire il boccone. Il prosciutto di picanha chiudeva con una sapidità elegante e carnosa. Subito dopo è arrivata la pizza in ruoto con stracciata di bufala, bietola ripassata in padella e salsiccia, uno dei piatti destinati a entrare nel menù primaverile. Qui la consistenza dell’impasto, soffice ma con base leggermente croccante, esaltava l’abbraccio tra la dolcezza lattica della stracciata e il carattere vegetale della bietola, mentre la salsiccia regalava profondità e un tono rustico che rendeva il boccone pieno e appagante.
Altra grande protagonista della degustazione è stata la pizza doppio crunch con mortadella, bufala, spinaci ripassati in padella e robiola di capra, anch’essa destinata al prossimo menu stagionale. La doppia croccantezza dell’impasto creava un gioco di consistenze molto piacevole: da una parte la morbidezza vellutata dei formaggi, dall’altra la fragranza della base, mentre la mortadella aggiungeva note aromatiche e leggermente speziate che si intrecciavano con il gusto verde e minerale degli spinaci. La robiola di capra, con la sua tipica nota leggermente acidula, donava slancio e personalità al boccone. Non è mancato il debutto ufficiale della Pizza NeMO "Lievitata d’Amore", pizza in pala con fonduta di robiola, prosciutto di picanha e misticanza amara, destinata a restare in carta per un anno al prezzo simbolico di 9 euro, continuando a sostenere la causa solidale.
"Questo progetto nasce dal desiderio di trasformare un gesto quotidiano, come mangiare una pizza, in un atto di partecipazione collettiva", ha sottolineato Carla Botta, ideatrice dell’iniziativa. "Coinvolgere grandi pizzaioli italiani significa dimostrare che la ristorazione può diventare uno strumento concreto per sostenere la ricerca e l’assistenza sanitaria". A chiudere la degustazione è stato il momento più dolce della serata: la pizza di gallette con gocce di cioccolato, realizzata dalla pastrychef Maria Luisa, sorella di Antonio, autentica maestra dell’impasto. Un dessert sorprendente per equilibrio e leggerezza, tra i più riusciti mai assaggiati finora, capace di concludere il percorso con una nota di memoria e tradizione. Con questa serata, La Pizza di Polichetti si è confermato ancora una volta un indirizzo di valore, capace di unire tecnica, creatività e sensibilità sociale.