Dopo due giorni di articolate ricerche, si è conclusa, nella tardissima nottata di ieri, la complessa attività d’indagine volta all’individuazione e al rintraccio del soggetto ritenuto responsabile dell’omicidio del giornalista Luigi (Luca) Esposito, avvenuto il 19 luglio nelle campagne di Eboli. Le attività investigative, coordinate dalla Procura e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno, avevano permesso di individuare quasi subito un 26enne tunisino, senza fissa dimora ed irregolare sul territorio nazionale, come persona presente sul luogo dell’omicidio.
A tale conclusione si era giunti, in particolare, grazie ad un’impronta digitale trovata sull’auto di Esposito, ai plurimi contatti telefonici emersi dai tabulati fra il tunisino ed Esposito e alla verifica delle celle telefoniche utilizzate dai soggetti. Per queste ragioni, una volta ottenuti i primi risultati dell’esame autoptico, che avevano confermato la morte violenta di Esposito, si è disposto l’immediato rintraccio dello straniero, incensurato, noto alle forze di polizia (che disponevano di foto segnaletiche) solo per un precedente controllo in un casolare abbandonato della zona.
Grazie ad una complessa attività di individuazione geosatellitare, svolta dai CC di Salerno con il contributo Reparto Indagini Tecniche del ROS, si è compreso che l’uomo si trovava in località Cioffi, ma la sua materiale individuazione è risultata difficile, dal momento che egli dimorava all’interno di un edificio isolato e in stato di abbandono. Ci sono voluti due giorni di ricerche, svolte anche con il contributo dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, per localizzarlo precisamente; una volta individuato, alla vista dei Carabinieri il soggetto ha dapprima tentato la fuga e, successivamente, vedendosi circondato, si è barricato all’interno dell’edificio, fino a quando è stato fermato dai militari.